Glossario Mobilità Elettrica

E’ la corrente alternata, che in questa forma è più facile da trasportare nei tralicci e da utilizzare nelle apparecchiature. Può arrivare alla potenza massima di 7,4 kW in monofase e 22 kW in trifase.
Viene utilizzata per ricaricare le auto ibride plug-in ed elettriche.

Strumento fondamentale per chi ha un’auto elettrica e vuole viaggiare anche all’estero. Visto che gli standard attuali sono diversi, gli adattatori consentono di connettere l’auto in colonnine non specificatamente adatte all’auto. Gli standard attuali sono CHAdeMO, CCS Combo, Tesla Supercharger. Elemento assolutamente da chiarire con la concessionaria prima di acquistare un’auto elettrica.

E’ l’unità di misura dell’intensità di corrente. Moltiplicando l’intensità (ampere) per la tensione (volt) si ottiene la potenza (watt). L’ampere viene utilizzato anche per misurare il dimensionamento dei cavi della corrente domestica (230 V):

  • 10 A (1,5 mm2) fino a 2300 W di potenza max;
  • 16 A (2,5 mm2) fino a 3680 W di potenza max;
  • 32 A (6 mm2)  fino a 7360 W di potenza max.

Per ricaricare un’auto ibrida plug-in o elettrica da casa è necessaria la verifica da parte di un elettricista qualificato dell’adeguato dimensionamento dei cavi dell’impianto elettrico rispetto alla potenza massima a cui si vuole ricaricare. In molti casi la capacità delle batterie di un’auto elettrificata viene indicata in ampere-ora (Ah) piuttosto che in chilowattora (kWh).

l’autonomia, ovvero la quantità di chilometri che un veicolo elettrico può coprire con una carica completa della batteria, è uno degli elementi fondamentali per la diffusione dell’e-mobility.

Dal 1 luglio 2019 tutte le auto elettrificate di nuova costruzione, essendo particolarmente silenziose,  montano di serie un “cicalino” che, al di sotto dei 20 km/h di velocità , avverte i pedoni del passaggio dell’auto.
I rumori scelti sono spesso futuristici e per nulla fastidiosi.

quando ricevi un avviso ICE, significa che un punto di ricarica è occupato da un veicolo con motore a combustione interna (ICE), impedendoti di caricare il tuo veicolo elettrico.

biciclette che montano un motore elettrico ausiliario, generalmente alimentato a batterie a ioni di litio, utile a ridurre lo sforzo fisico della pedalata: il motore elettrico conferisce maggiore velocità e non emette inquinanti. Secondo la Direttiva europea 2002/24/CE, recepita e attuata in Italia dal 2003 (D.M. 31/1/2003), la bicicletta a pedalata assistita deve avere le seguenti caratteristiche:

  • potenza nominale massima continua del motore elettrico pari a 0,25 kW
  • alimentazione del motore progressivamente ridotta e quindi interrotta al raggiungimento dei 25 km/h
  • alimentazione del motore interrotta prima dei 25 km/h se il ciclista smette di pedalare.

esistono oggi sul mercato diverse tipologie di cavi e connettori, che consentono al cliente di collegare la propria auto alla presa del sistema di ricarica.

I connettori sono così categorizzati:

  • Tipo 1 (Yazaki): è lo standard negli Stati Uniti e in Giappone, e permette la ricarica in corrente alternata monofase per una potenza massima di 7,4 kW
  • Tipo 2 (Mennekes): è lo standard a livello Europeo, ad eccezione della Francia, utilizzato sia per le ricariche monofase che per quelle trifase (ricariche veloci e ultra-veloci, da 22 kW e 43 kW).
  • Tipo 3A (EV Plug Alliance): è dedicato ai veicoli leggeri (scooter e quadricicli), per ricariche monofase fino a 3,7kW.
  • Tipo 3C: (EV Plug Alliance): usato in passato sia per ricariche monofase che trifase, è oramai in disuso.
  • CHAdeMO: è lo standard per la ricarica veloce in corrente continua. É attualmente il più diffuso al mondo ed è utilizzato, tra gli altri, da Nissan, Mitsubishi, Peugeot e Citroen. Permette di utilizzare sistemi di ricarica veloce fino a 50kW, ma potrebbe già ora ricaricare a potenze più elevate
  • CCS COMBO2: è il connettore che consente sia la ricarica lenta in corrente alternata che la ricarica veloce in corrente continua. Adottato da case automobilistiche europee come BMW e Volkswagen, potrebbe già oggi ricarica a potenze oltre i 50 kW, e sono le case automobilistiche a limitarne la potenza applicabile (CCS COMBO1 è l’equivalente giapponese / statunitense)

Sul mercato Italiano troveremo di fatto solo questi 3:

  • Connettore Tipo 2
  • Connettore CHAdeMO
  • Connettore CCS Combo2

Esiste inoltre uno standard ad hoc di Tesla, con un unico connettore di Tipo 2 che, se utilizzato in corrente continua, ricarica esclusivamente sui Supercharger di Tesla tramite protocollo proprietario.

soggetto che gestisce le infrastrutture di ricarica elettrica.

come i motori diesel o a benzina, o qualunque altro oggetto che acquistiamo, anche le batterie delle auto elettriche hanno un loro ciclo di vita. Nonostante le batterie dedicate ai veicoli elettrici abbiano fatto grossi passi avanti negli ultimi anni, con soluzioni destinate ad un prolungato ciclo di vita, il degrado nel tempo delle batterie è inevitabile. Ad oggi molti produttori stanno iniziando a offrire garanzie di durata, legate agli anni di vita (es. 8 anni) o i km percorsi (es. 160.000 o 200.000 km). Le batterie attualmente sul mercato si basano su tecnologia a ioni di litio, e il loro ciclo di vita è in ogni caso variabile e legato a diversi elementi, che a sua volta hanno un impatto diretto sulle performance della batteria stessa nel tempo.

si tratta di un piccolo ‘paletto’ nel quale l’automobilista può attaccare la spina del suo veicolo elettrico per ricaricarlo. Se le colonnine sono molte e ravvicinate, si parla di stazione di ricarica, ovvero la versione ‘elettrica’ del distributore di benzina. Le colonnine elettriche possono essere monofase o trifase, in base alla taglia e, di conseguenza, alla tipologia di alimentazione. La monofase è la corrente elettrica che può alimentare una colonnina di potenza fino a 7,4 kW, che permette un’autonomia di circa 50 km per ogni ora di ricarica. Una colonnina da 22 kW permetterà tempi di ricarica molto inferiori, ma avrà necessità di un’alimentazione trifase, tipica di forniture commerciali e industriali.

Si distinguono 3 diverse tipologie di colonnine, in base alla potenza erogata:

  • Slow, in AC monofase fino 7,4 kW;
  • Fast, in AC trifase fino a 22 kW;
  • Rapid o Ultrafast, in DC oltre i 50 kW.

E’ la corrente alternata domestica, che in Italia viene distribuita ad una tensione di 230 V. Può arrivare alla potenza massima di 7,4 kW. Viene utilizzata per ricaricare le auto ibride plug-in ed elettriche.

E’ la corrente alternata industriale, che solitamente è disponibile ad una tensione di 380 V. Può arrivare alla potenza massima di 22 kW. E’ possibile chiedere un allacciamento trifase anche per un’abitazione privata. Viene utilizzata per ricaricare le auto elettriche che montano l’apposito caricatore.

Directive on Alternative Fuels Infrastructure. È la Direttiva sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi, recepita nella legislazione italiana con il Decreto Legislativo 16 dicembre 2016 n. 257. Disciplina la realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi (elettricità, idrogeno, biocarburanti, combustibili sintetici e paraffinici, e gas naturale) per ridurre al minimo la dipendenza del petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti.

E’ la corrente continua, che in questa forma viene accumulata nelle batterie. Solitamente parte dalla potenza di 50 kW. Viene utilizzata per ricaricare le auto elettriche che montano l’apposito caricatore.

E’ il cambio a 6 marce a doppia frizione montato su alcuni modelli ibridi. Questa trasmissione gestisce sia il motore termico che quelli elettrici.

letteralmente riduzione del carbonio. Più nel dettaglio, è la conversione a un sistema che riduce e compensa le emissioni di anidride carbonica (CO2) in modo sostenibile. L’obiettivo a lungo termine è creare un’economia globale priva di CO2.

il gestore delle reti di distribuzione locali.

E’ il nome dato agli ecoincentivi statali italiani per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale ibrido o elettrico.
Gli importi e le modalità degli Ecobonus sono illustrati sul sito del MISE e non vanno confusi con le promozioni delle case costruttrici e con le valutazioni delle auto usate.

E’ il cambio montato sulle prime auto ibride, ancora oggi utilizzato da alcuni marchi per la sua efficienza. Prevede un’unica marcia per il motore termico, supportata ai bassi regimi dai motori elettrici.

l’elettricità “green” è quella generata da fonti di energia rinnovabile o ecocompatibile: maggiore è la percentuale di elettricità “green” nel mix energetico da cui viene fornita la corrente di carica, minori sono le emissioni di CO2 di un’auto elettrica.

Una delle caratteristiche più efficienti delle auto ibride ed elettriche è quella di recuperare l’energia cinetica delle inerzie e delle frenate, usando i motori elettrici al posto dei freni.
Questa tecnologia, oltre a recuperare energia, permette di risparmiare sui costi di manutenzione di pastiglie e dischi freni, che si usurano molto meno.

tradotto come ‘pila a combustibile’, è un sistema che si applica a vetture elettriche alimentate a idrogeno. Il suo funzionamento è più semplice a dirsi che a farsi: attraverso una reazione elettrochimica l’idrogeno viene trasformato in energia elettrica, emettendo come sostanza di rilascio del semplice vapore acqueo.

veicolo con motorizzazione elettrica dotato di cella a combustibile, da cui arriva l’energia. La cella a combustibile viene a sua volta alimentata da idrogeno, stoccato a bordo del veicolo in bombole ad alta pressione.

consiste in un’auto che ospita un vero motore elettrico, in grado di aiutare quello termico a velocità costanti, quando per una lieve variazione sull’acceleratore non è necessario azionare i pistoni. Con il rilascio del ‘gas’, la batteria recupera l’energia per un successivo utilizzo. Con questo sistema l’auto può funzionare con la sola batteria anche per un paio di chilometri. La batteria si ricarica tramite lo sfruttamento del motore termico o quando la vettura frena o decelera.

certificazione elettronica che attesta l’origine dell’energia elettrica come proveniente da impianti di produzione da fonti rinnovabili qualificati.

zona a traffico limitato, in cui è vietato il transito di autoveicoli.

questo tipo di stazione di ricarica casalinga ha un cavo integrato di tipo 1 e 2. Comodo e immediato, ha il difetto della possibile incompatibilità quando si cambia veicolo, perché non è una soluzione universale.

le batterie agli ioni di litio utilizzano un composto di litio intercalato sull’elettrodo positivo e grafite sull’elettrodo negativo. Il litio è un elemento chimico combinabile con ferro, fosfato e titanio, al fine di prolungare o elasticizzare la durata della batteria.

infrastruttura costituita da uno o più punti di ricarica per veicoli elettrici a pubblico accesso in grado di supportare un sistema di ricarica veloce con tensioni più alte rispetto a quelle erogate da un impianto elettrico domestico.

acronimo di Kinetic Energy Recovery System, o sistema di recupero dell’energia cinetica è un dispositivo elettromeccanico che recupera una parte dell’energia cinetica di un veicolo durante la fase di frenata, al fine di trasformarla in energia meccanica o elettrica. Derivata dalla F1, la tecnologia permette ad esempio di gestire gli strumenti di bordo in auto senza consumare la carica ‘base’ della batteria.

chiunque utilizzi apparecchi elettrici è protetto da possibili scariche elettriche tramite il processo di ‘messa a terra’ del dispositivo stesso. In caso di problemi nel dispositivo o nella rete elettrica, l’utente potrebbe subire degli shock elettrici, con la corrente che potrebbe attraversare una o più parti del corpo umano, con rischio anche di folgorazione. La messa a terra fa sì che queste scariche in caso di problemi finiscano verso terra. Nelle normali prese il cavo identificato con i colori verde e giallo ha proprio questa funzione. Allo stesso modo, anche i dispositivi risultano protetti da eventuali sbalzi di tensione. Nel caso di colonnine o altri sistemi di ricarica, la normativa prevede anche per loro l’obbligo di messa a terra.

si tratta del sistema più semplice per l’auto ibrida. Consiste in un piccolo motore elettrico integrato nel cambio automatico oppure in un alternatore-generatore che agisce sulla cinghia di distribuzione. La funzione ibrida si attiva recuperando e cedendo l’energia recuperata dalla frenata. Con questo sistema l’auto può procedere ‘a motore spento’ per brevi tratti.

figura professionale, adottata da imprese ed enti pubblici, che ha il compito di ottimizzare e pianificare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti dell’azienda.

soggetto che vende i servizi di ricarica e si interfaccia con il cliente finale.

ricarica lenta in corrente alternata (AC) tramite una presa domestica standard.

ricarica lenta in corrente alternata (AC) tramite una presa domestica standard dotata di un dispositivo di protezione integrato nel cavo di ricarica.

ricarica lenta o rapida in corrente alternata (AC) tramite un cavo di ricarica eseguita presso l’infrastruttura di ricarica con dispositivi di controllo e protezione.

ricarica rapida in corrente continua (DC) eseguita presso una speciale infrastruttura di ricarica con dispositivi di controllo e protezione.

sistema di propulsione che sviluppa potenza attraverso la trasformazione in calore dell’energia chimica contenuta nel carburante producendo lavoro meccanico.

RPH sta ad indicare i chilometri di percorrenza per ora di ricarica. Mentre kWh è un’unità di energia equivalente all’energia trasferita in un’ora da un kilowatt di potenza. Tutte le batterie delle auto elettriche sono misurate in kilowattora.

è uno strumento è uno strumento di pianificazione strategica dei Comuni che, in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (10 anni), sviluppa una visione di sistema della mobilità urbana (preferibilmente riferita all’area della Città metropolitana, laddove definita), proponendo il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso la definizione di azioni orientate a migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema della mobilità e la sua integrazione con l’assetto e gli sviluppi urbanistici e territoriali.

espressione utilizzata, in genere, per tutti i veicoli che possono essere ricaricati tramite rete elettrica.

le auto con questo sistema ospitano batterie di dimensioni maggiori, che possono anche essere ricaricate a una presa di corrente. I veicoli possono così viaggiare con la sola batteria per diverse decine di chilometri, permettendo al motore a combustione di consumare di meno.

Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica.

è il codice alfanumerico nazionale di 14 caratteri che identifica univocamente il punto fisico in cui l’energia elettrica viene consegnata al cliente finale.

Nelle auto elettrificate il “vecchio” contagiri del motore termico viene spesso sostituito dal powermeter, un potenziometro che indica quanta potenza stiamo chiedendo all’auto con l’acceleratore.
Il powermeter è solitamente suddiviso in 3 aree:

  • CHG (Charge) indica quanta energia stiamo recuperando in inerzia o in frenata;
  • ECO indica che stiamo chiedendo all’auto una modesta quantità di potenza;
  • PWR (Power) indica che stiamo chiedendo all’auto una elevata quantità di potenza.

la Profondità di Scarica di una batteria è il valore di scarica di una batteria. Quando si guida un veicolo elettrico, inevitabilmente la batteria si scarica. La Profondità di Scarica indica il valore percentuale di cui si è scaricata la batteria rispetto alla sua capacità totale.

Su alcuni modelli ibridi, quando le batterie scendono sotto il livello minimo di carica, il motore termico si accende automaticamente, anche se siamo fermi, semplicemente per ricaricarle.
Questo fenomeno, chiamato ricarica forzata, è parte del normale funzionamento dell’auto, anche se ne aumenta i consumi di carburante.

E’ la procedura suggerita all’accensione di alcuni modelli ibridi, per farne scaldare il motore termico prima di impiegarlo nella trazione. Si effettua sfiorando velocemente l’acceleratore mantenendo la marcia in P.
Questa procedura non è indispensabile, ma aiuta a migliorare i consumi di carburante.

è la percentuale di carica ancora disponibile. Se da quando ti sei messo la volante hai utilizzato il 25% della tua batteria, la Profondità di Scarica sarà pari al 25%, mentre lo Stato di Carica sarà del 75%. In generale si consiglia di non arrivare mai alla scarica completa di una batteria. Oltre che per non dover spingere l’auto si evita di ridurre il ciclo di vita della batteria stessa.

presa di una infrastruttura di ricarica alla quale un veicolo può connettersi per la ricarica. Un’infrastruttura di ricarica può contenere uno o più punti di ricarica.

paura che l’autonomia della vettura non sia sufficiente per raggiungere la destinazione.

è la tecnologia su cui si basano la maggior parte di schede contactless per consentire l’accesso alle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. La modalità è equivalente a quella di una carta di credito contactless, oramai molto utilizzata anche in Italia.

recupero dell’energia cinetica liberata in fase di frenata o di rilascio. Nei veicoli elettrici ciò avviene prevalentemente mediante la commutazione del motore di trazione sulla modalità generatore e l’accumulo della corrente prodotta nella batteria della vettura per un impiego successivo.

sono l’equivalente dei ben più conosciuti distributori di benzina, con la differenza fondamentale che non si trovano più solo in pochi punti, ma saranno sempre più distribuiti sul territorio, potendoli trovare non solo nelle tradizionali stazioni di servizio, ma anche nei parcheggi cittadini, presso bar, ristoranti, alberghi e supermercati, fino direttamente a casa tua o al lavoro. Basta avere un contatore a cui collegarsi e il gioco è fatto.

il termine è utilizzato per definire un ecosistema urbano attento all’efficienza energetica, alla mobilità sostenibile, all’ambiente e alla comunicazione digitale veloce, nell’ottica del miglioramento della qualità di vita dei cittadini.

rete di corrente “intelligente” che impiega la moderna tecnologia d’informazione e comunicazione, per esempio per l’integrazione dell’energia prodotta a livello decentrato, l’ottimizzazione della gestione della carica o per la gestione energetica da parte dei clienti.

sistema intelligente di gestione, accesso ed utilizzo di infrastrutture per le auto elettriche come l’interconnessione tra i veicoli, tra le infrastrutture di ricarica e tra i veicoli e la rete elettrica.

è il piano decennale del Governo italiano per anticipare e gestire il cambiamento del sistema energetico.

è il costo totale di possesso, ovvero l’intero costo del ciclo di vita di un prodotto.

modalità di trasporto caratterizzato dall’utilizzo mezzi privati integrati con il trasporto pubblico urbano (ad esempio, uso di biciclette trasportabili su treni metropolitani e autobus).

sistema che impiega le batterie delle vetture elettriche come stabilizzatore della rete. All’occorrenza, infatti, l’energia delle auto elettriche viene re-immessa nella rete di distribuzione per garantirne il riequilibrio. Ciò può offrire vantaggi per un’efficiente gestione del carico e dell’accumulo, per esempio per compensare le oscillazioni delle energie rinnovabili.

sono definiti veicoli a bassa emissione quelli che emettono meno di 75 g/km di CO2 nell’aria. In generale riescono a ridurre di oltre il 50% le emissioni rispetto all’equivalente a benzina o diesel. Questi veicoli hanno diritto in molti Paesi a sovvenzioni statali.

un veicolo elettrico è un veicolo che utilizza l’elettricità, o più propriamente un motore elettrico, come fonte di propulsione. Nel mondo dei trasporti elettrici su strada la denominazione ‘veicolo elettrico’ indica un mezzo di trasporto il cui funzionamento si basa in maniera principale su un motore elettrico. Che a sua volta prende l’energia necessaria per farlo funzionare da una batteria di ricarica. Quindi questa tipologia di veicoli dipende in maniera molto limitata da carburanti come la benzina o il diesel, per arrivare all’indipendenza totale con i cosiddetti veicoli puramente elettrici.

veicoli totalmente elettrici, che non hanno gli elementi tipici dei veicoli tradizionali (motore a combustione, serbatoio o tubo di scappamento), ma il loro funzionamento si basa solo su motori elettrici e batterie ricaricabili. Sono quindi a zero emissioni, e si possono indicare anche in svariati altri modi: “auto puramente elettriche”, “veicoli 100% elettrici”, “auto solo elettriche”, etc. Il concetto di fondo è quindi chiaro: la batteria elettrica deve essere periodicamente alimentata da un punto di ricarica esterno, generalmente con infrastrutture dedicate come colonnine o wall-box.

noti anche con il nome di “ibridi convenzionali” o “ibridi tradizionali”, questi veicoli a basse emissioni combinano la propulsione basata su motori a combustione (benzina o diesel) con motori elettrici e batterie. La ricarica delle batterie avviene con il recupero dell’energia cinetica della fase di frenata, garantendo quindi un risparmio energetico ed economico notevole senza necessità di ricarica tramite colonnine. Questi veicoli danno il loro meglio su circuiti cittadini e su strade statali, mentre sono meno performanti in autostrada e sulle lunghe distanze.

i veicoli elettrici extended range sono una via di mezzo tra veicoli 100% elettrici (BEV) e ibridi plug-in (PHEV). Un’auto di questa categoria è alimentata sempre da un motore elettrico con le relative batterie, ricaricate tramite una presa esterna come nel caso dei veicoli puri elettrici. Per aumentare l’autonomia, sono però anche dotati di un motore a combustione interna che non genera in maniera diretta la spinta propulsiva per le ruote, ma viene utilizzato per ricaricare le batterie quando queste si scaricano.

i veicoli a combustibile alternativa sono un mezzo di trasporto la cui propulsione avviene tramite sistemi con alimentazione diversa da quelli a combustione tradizionale, ovvero benzina o diesel. Sotto questa categoria sono compresi veicoli con motori a batteria o idrogeno, ma si trovano anche soluzioni basate su solare, biodiesel e gas naturale liquido.

per veicolo a zero emissioni si intende un veicolo che durante il suo funzionamento non emette alcun elemento inquinante nell’aria. Le Tesla model X o model S sono esempi di auto elettriche a emissioni zero. Al contrario, ovviamente, tutte le auto con motori a combustione che generano sostanze inquinanti non rientrano in questa categoria. Oltre alle auto, anche autobus elettrici, e-bike, e-scooter e monopattini elettrici fanno parte di questo gruppo.

E’ una tecnica di guida urbana che aiuta a migliorare i consumi di carburante di un’auto ibrida.
Una volta raggiunta la velocità desiderata con il motore termico acceso, il veleggiamento consiste nel lasciare l’acceleratore per poi sfiorarlo nuovamente, per far “scivolare” l’auto grazie alla spinta raggiunta precedentemente, azzerando la resistenza dei motori elettrici.

E’ l’unità di misura del potenziale elettrico o tensione. Moltiplicando la tensione (volt) per l’intensità (ampere) si ottiene la potenza (watt). La tensione degli impianti delle auto elettriche varia dai 400 agli 800 V in base al modello.

Si tratta di stazioni di ricarica universali da appendere al muro del garage, dotate di una presa universale Tipo 2. Per utilizzarli bisogna avere un cavo fornito dalla casa automobilistica o comunque compatibile con il connettore dell’auto.

E’ l’unità di misura della potenza, solitamente espressa in kW. In elettrotecnica la potenza (watt) si ottiene moltiplicando la tensione (volt) per l’intensità (ampere): W = V x A

Nell’automotive il chilowatt (kW) ha sostituito la vecchia unità di misura della potenza dei motori, il cavallo-vapore (CV): 1 kW = 1,36 CV

Su un’auto elettrica sono due le potenze più importanti da misurare:

  • la potenza max del motore (da 100 a 500 kW in base al modello);
  • la potenza max di ricarica (fino a 7,4 kW in AC monofase, fino a 22 kW in AC trifase, oltre i 50 kW in DC in base al modello).

E’ l’unità di misura comunemente utilizzata per misurare la capacità di una batteria, solitamente espressa in kWh. Le batterie di un’auto ibrida hanno circa 1,5 kWh di capacità, quelle di un’auto ibrida plug-in circa 10 kWh, mentre quelle di un’auto elettrica vanno dai 40 ai 100 kWh. Un’auto elettrica percorre mediamente 7 km con 1 kWh di corrente.

consumo di energia complessivo ed emissioni di gas serra causati dalla produzione, dalla messa a disposizione, dall’utilizzo e dallo smaltimento di un mezzo. Nel caso del veicolo endotermico, a partire dall’estrazione del petrolio fino alla messa a disposizione definitiva nel veicolo, passando per la raffinazione, la rete dei distributori e il rifornimento nel serbatoio. Nel caso del veicolo elettrico a partire dalla produzione dell’energia elettrica utilizzata fino allo smaltimento delle batterie, passando per la produzione delle componenti e del pacco batterie. All’interno del ciclo “Well-to-Wheel” vengono distinte due ulteriori fasi: il percorso “Well-to-Tank” che indica la messa a disposizione del carburante o dell’energia, e il percorso “Tank-to-Wheel” che indica l’utilizzo del carburante nel veicolo e le emissioni durante la guida.

acronimo che sta per Worldwide Harmonized Light vehicles Test Procedure, è un test che serve a determinare i livelli di inquinanti e emissioni di CO2, consumo di carburante o di energia e gamma dei veicoli considerati ‘leggeri’, dunque quelli di uso comune sulle nostre strade, dalle auto di proprietà fino ai furgoni commerciali.

Hai bisogno di aiuto? Rivolgiti a noi

Richiedi supporto

Richiedi informazioni

Iscriviti alla newsletter

Resta aggiornato su tutte le novità di Mooby!