Perché investire nelle Colonnine Elettriche

In aumento il trend della mobilità green

Scritto da Marketing il 10 Maggio 2021 / mobilità elettrica

La mobilità elettrica ormai è una realtà. I costruttori stanno investendo risorse ingenti per proporre sul mercato modelli a zero emissioni con autonomia sempre maggiore e i consumatori stanno rispondendo positivamente a questo cambiamento epocale. Sulle strade, poi, si stanno moltiplicando le colonnine di ricarica elettrica.

Partendo dalla definizione, con colonnina di ricarica per auto elettriche si definiscono tutti quei dispositivi presenti su strada presso i quali è possibile effettuare il pieno di energia alle batterie della vettura. Esistono, inoltre, due tipologie di colonnine elettriche: pubbliche e private. Le prime sono installate da fornitori di energia e gestori di rete e possono essere posizionate nelle strade pubbliche oppure nei parcheggi pubblici situati presso gli aeroporti o le stazioni ferroviarie; mentre le seconde sono allacciate alla rete locale e sono presenti presso le abitazioni, i posteggi dei negozi, dei ristoranti, degli hotel e così via.

 

Colonnine Elettriche in Italia

ricarica auto elettricaSecondo l’associazione Motus-E, la crescita della mobilità elettrica è alimentata principalmente da due fattori: l’arrivo sul mercato di sempre più modelli, alcuni dei quali caratterizzati da costi più accessibili, e lo sviluppo di un’infrastruttura di ricarica. Riguardo al primo aspetto, le cose stanno velocemente evolvendo, come dimostrano ad esempio tutti i modelli a zero emissioni attesi quest’anno. Ma l’evoluzione è altrettanto rapida anche se consideriamo il secondo aspetto. Nonostante la pandemia e un generale rallentamento dell’economia, lo scenario italiano sta migliorando a livello di rete di ricarica.

In data 31 marzo 2021 sul suolo nazionale sono presenti 20.757 punti di ricarica in 10.351 stazioni accessibili al pubblico. Guardando alla situazione dell’anno trascorso, a fine dicembre 2020 si è registrato un incremento di 1.433 punti (+7% rispetto ai 19.324 precedenti) e 10.531 infrastrutture (+8% rispetto alle 9.709 precedenti). Il 21% di queste, però, risulta attualmente non utilizzabile dagli utenti a causa di un mancato collegamento alla rete elettrica o per via della mancanza di autorizzazioni. In ogni caso, il dato si traduce in una crescita del 39% su base annua con una ripartizione delle colonnine così composta:

  • 80% su suolo pubblico
  • 20% su suolo privato a uso pubblico (supermercati o centri commerciali).

Una crescita lenta

Per quanto riguarda il mix di colonnine presenti, la situazione è ancora fortemente sbilanciata verso punti a corrente alternata, che rappresentano il 96% del totale. Questi, definiti punti di ricarica a potenza standard, si dividono a loro volta in punti a ricarica lenta o slow (fino a 7 kW) e punti a ricarica accelerata o quick (tra i 7 e 22 kW). Solo il 4% delle colonnine è in corrente continua o, come si dice, a potenza elevata. Tra queste, si usa poi la distinzione tra colonnine veloci o fast (tra 22 e 50 kW) e ultraveloci o ultrafast (superiori a 50 kW).

  • AC (slow e quick), fino a 22 kW: 96%
  • DC (fast e ultrafast), oltre 22 kW: 4%

Guardando alla dislocazione geografica è evidente una mappa delle colonnine in cui 57% circa delle infrastrutture è distribuito nel Nord Italia, il 23% circa nel Centro mentre solo il 20% nel Sud e nelle Isole. Si noti la sproporzione con regioni come Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige che da sole coprono il 50% di tutte le infrastrutture di ricarica elettrica presenti nel Belpaese.

  

La situazione europea

L’Italia si inserisce in un contesto europeo in cui la distribuzione delle colonnine di ricarica è altrettanto disomogenea, con alcuni Paesi dotati già di una rete capillare e ben strutturata e altri, invece, in cui la strada da percorrere è molto più lunga.

In Europa i 4 Stati che più spingono sull’elettrico sono: Olanda (terza a livello globale dietro solo a Cina e USA), Germania, Regno Unito e Norvegia. Ecco una panoramica mondiale:

– Cina: 552.000 punti di ricarica pubblica

– USA: 79.000 punti di ricarica pubblica

– Olanda: 61.974 punti di ricarica pubblica

– Germania: 43.776 punti di ricarica pubblica

– Regno Unito: 36.500 punti di ricarica pubblica

– Norvegia: 16.950 punti di ricarica pubblica

auto elettricaLe istituzioni italiane ed europee si stanno muovendo verso la promozione della mobilità elettrica per adeguarsi agli obiettivi degli Accordi di Parigi e del Green Deal europeo. Il target è la completa decarbonizzazione entro il 2050, per contrastare i cambiamenti climatici riducendo le emissioni di anidride carbonica.

Una delle iniziative più importanti al momento è quella del Recovery Fund (anche noto come Next Generation EU): un piano strategico per stimolare la ripresa economica in Europa dopo la pandemia di Covid-19, sostenuto dall’emissione di bond condivisi per un valore complessivo di 750 miliardi di euro. Gli interventi da finanziarie nei singoli Paesi stanno ponendo un focus sugli investimenti sostenibili, tra cui c’è il potenziamento delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. Il target dell’Unione Europea è l’installazione di 1 milione di punti di ricarica, per arrivare nel 2030 ad almeno 2,8 milioni di colonnine elettriche rispetto alle circa 250 mila di oggi.

Al momento le iniziative al vaglio sono numerose. Infatti, oltre alle stazioni di ricarica si stanno studiando soluzioni per ridurre il carico fiscale sulle flotte aziendali elettriche, favorendo il passaggio delle imprese dalle auto a motore termico a quelle ecologiche anche attraverso soluzioni per la mobilità elettrica integrata.

 

Soluzioni di mobilità elettrica sostenibile

Proprio in questo panorama innovativo si situa un’azienda come Mooby, 100% made in Italy, che propone sia l’installazione di stazioni di ricarica che la gestione di flotte elettriche. Mooby ha sviluppato un innovativo sistema di condivisione per consentire a imprese ed esercizi commerciali di guadagnare con le ricariche per le auto elettriche. Centri commerciali, strutture turistico-ricettive, grande distribuzione organizzata, retail e tutte le imprese che intendono diventare partner possono aderire alla rivoluzionaria formula del co-sharing e partecipare agli utili derivanti dall’attivazione del servizio presso la propria struttura.

Per facilitare la ricarica della propria auto elettrica inoltre, Mooby ha ideato un sistema di assistenza virtuale (chatbot) inserito in Facebook Messenger che guida intelligentemente gli e-driver passo dopo passo nel trovare la colonnina più vicina e caricare senza intoppi il proprio veicolo. Uno strumento pensato per migliorare l’esperienza di ricarica e il servizio ai clienti e logicamente fidelizzare gli utilizzatori di auto elettriche.

Diventa partner di Mooby e scopri come guadagnare, fidelizzare i tuoi clienti e attirarne di nuovi!

Scritto da Marketing il 10 Maggio 2021 alle ore 12:05 / mobilità elettrica

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