V2G: Vehicle-to-Grid

Integrazione tra auto elettriche e rete energetica

Scritto da Marketing il 7 Giugno 2021 / mobilità elettrica

Cos’è e come funziona

Il V2G, acronimo di Vehicle-to-Grid, è la tecnologia che permette di trasformare le auto elettriche da semplici mezzi di trasporto a vettori energetici capaci di scambiare energia elettrica con la rete. La batteria della vettura, infatti, non viene solo caricata ma può cedere energia alla rete così da stabilizzarne la domanda in occasione di quei famosi picchi che ne metterebbero a rischio la stabilità.

Ogni utente di un veicolo elettrico potrà diventare, in un certo senso, un fornitore di energia perché durante le fasi di ricarica le batterie delle auto saranno impiegate come sistemi di accumulo energetico connessi alla rete. In questo modo la rete potrà diventare più efficiente, si potrà aumentare l’autoconsumo di energia elettrica e ottimizzare i flussi di energia prodotta e consumata a livello locale.

Diverse modalità di V2G

emobilityCon Vehicle-to-Grid possiamo intendere due modalità di utilizzo del veicolo come impianto di accumulo: la prima, di tipo monodirezionale (V1G), modula semplicemente la velocità della ricarica a seconda delle esigenze della rete elettrica. In sostanza, rallentando l’erogazione della corrente nei momenti di picco della domanda energetica e accelerandola quando quest’ultima è più debole.

Questa funzionalità, definita Smart Charging, è integrata anche nella seconda modalità di ricarica di tipo bidirezionale (V2G), che è quella a cui in genere ci si riferisce quando si parla di Vehicle-to-Grid.

La tecnologia

Il cuore tecnologico dei sistemi V2G è un inverter di potenza bidirezionale che si collega alla batteria ad alta tensione dell’auto e allo stesso tempo a quella della rete, ma in bassa tensione. Questo dispositivo può prendere energia dalla rete, per ricaricare la batteria, oppure può fornire energia alla rete stessa prelevandola dagli accumulatori del veicolo. I flussi sono gestiti da un’unità di controllo che considera le esigenze del gestore della rete oppure della situazione energetica dell’edificio a cui è collegata l’auto, facendole combaciare con gli orari di ricarica scelti dell’utente.

Domanda in crescita

Ad oggi l’elettricità è al 21% della quota energetica italiana (contro il 17% del 1990), mentre nel 2030 potrebbe arrivare al 24%: a prevederlo è lo scenario di policy fissato dalla Strategia Energetica Nazionale, il piano decennale elaborato dal Mise nel 2017. Secondo Eurelectric, l’associazione dell’industria elettrica europea, la quota potrebbe addirittura salire al 30% del mix energetico sia in Italia che nel resto d’Europa. Per garantire l’equilibrio della rete, le auto elettriche dovranno quindi assolvere al compito di vettore energetico, oltre che a quello di mezzo di trasporto: ed è qui che entra in gioco il Vehicle-to-Grid.

Supporto alle rinnovabili

Grazie a tale tecnologia, le auto possono immagazzinare e restituire corrente per la stabilizzazione della rete impiegando le batterie per più finalità. Durante i cicli di ricarica, quest’ultime vengono impiegate come unità di storage connesse al sistema, garantendo un’efficace integrazione delle rinnovabili nel mix energetico, che passa necessariamente per lo stoccaggio.  Parliamo, in particolare, di quelle fonti non programmabili la cui disponibilità, per loro natura, non è continuativa e necessita di essere immagazzinata quando l’offerta energetica supera la domanda. Un problema che riguarda, per esempio, l’energia solare e quella eolica: non essendo costanti per presenza, vengono accumulate nell’auto durante la carica, per poi essere di nuovo cedute al sistema quando serve.

Vehicle-to-Home

wallboxAbbiamo parlato di rete riferendoci alla distribuzione energetica nazionale, ma questo circolo virtuoso è efficace anche nel solo ambiente domestico. Per esempio, l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici, accumulata di giorno nella batteria del veicolo, può essere utilizzata la sera per le esigenze della propria abitazione: in questo caso, si parla di Vehicle-to-Home.

Comunque sia, che si tratti di quest’ultimo o del Vehicle to Grid, per l’utente il risultato è un risparmio sui costi energetici.

Criteri di Regolazione

Sebbene sia ancora in una fase sperimentale, il 14 febbraio 2020 è entrato in vigore l’atteso Decreto Vehicle to Grid (V2G): il provvedimento che apre le porte anche in Italia alla ricarica bidirezionale delle auto elettriche. L’atto normativo riporta criteri e modalità per favorire la diffusione a livello nazionale della nuova tecnologia. Si tratta di sistemi in grado, come descritto nel documento, di far interagire fra loro rete e veicoli elettrici, sfruttando quest’ultimi come una sorta di batterie mobili. In altre parole, le e-car non si limitano più a prelevare energia dalla rete semplicemente per caricarsi, ma possono contribuire in maniera attiva alla gestione e flessibilità del sistema energetico. Come? Fornendo servizi di riserva terziaria, di bilanciamento o di regolazione di frequenza e di tensione.

V2G: possibili scenari e incentivi

In quest’ottica, e con una gestione accorta, il V2G potrebbe anche essere incentivato. Chi offre servizi di ricarica potrebbe invitare gli utenti a caricare a tariffe convenienti in un determinato orario, ma potrebbero esserci altri utilizzi. Un’attività commerciale potrebbe offrire parcheggio gratuito o sconti ai clienti intenzionati a mettere l’auto a disposizione per il V2G, ricaricando mentre fanno shopping ad esempio. Lo stesso potrebbe valere per chi gestisce gli hotel che, predisponendo postazioni V2G, potrebbe incentivarne l’utilizzo tramite sconti o servizi extra dedicati ai clienti proprietari di auto elettriche.

 

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Scritto da Marketing il 7 Giugno 2021 alle ore 12:06 / mobilità elettrica

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